Thursday, September 23, 2010

Konbini



Ero in un konbini store, un MiniStop per l'esattezza, e mangiavo un sandwich al volo e in un angolo quasi sperduto c'era questa vecchia signora.. Ma andiamo per ordine.
Un Konbini Store qui in Giappone è un supermercato in piccolo dove puoi trovare cibi già pronti, sigarette, bevande cartaigenica, riviste e un po' di tutto quello che ti può servire... L'apoteosi del fastconsumption in chiave I shop therefore I am, nessun corrispettivo in Italia può rendere l'idea.
E la vecchia signora vestita di ricordi era lì, sperduta nel nulla, con il suo improbabile zaino rosso, le buste di plastica con dentro il passato e il futuro e quel libro vecchio da consultare con la lente di ingrandimento. E scriveva e consultava il libro e scriveva fogli su fogli. Erano appunti per un manoscritto?.. Una lettera per un figlio lontano?.. O solo i ricordi di una vita che cercava di salvare dall'oblio con minuziosa dovizia...?
Chissà!... Forse era solo pazza, forse solo sola in mezzo a un mondo con il quale non ha più nulla da spartire.. Forse scriveva solo quella storia di un Gaijin in un Konbini lontano da casa...
Mentre pensavo a tutte queste inutili possibilità, come se sentisse che la stavo osservando ha girato la testa verso di me il tempo sufficiente a lasciarmi dentro un sorriso dolce e malinconico come il suono del tempo che passa.
"Konbawa Madame, Konbawa".
Eppure in questa storia c'è qualcosa che non mi lascia più, la dolcezza di una minuta vecchia signora che mi avverte di qualcosa... Ma cosa?...
La vita è un sogno? Non c'è nulla da capire? Siamo soli? Siamo pazzi?...
Non lo so, ma quella minuta vecchia signora perduta in un konbini mi fa venire in mente quella che penso sia la parte migliore di noi esseri umani. Quella parte che scompare quando corriamo dietro alla vita, quando pensiamo a come fare, quando cerchiamo di ottenere, quando ci crediamo troppo... Ma riappare chiaramente quando semplicemente e inspiegabilmente siamo.

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